I bei giorni a scorrazzare con la vecchia Yaris TS sono finiti e c’è bisogno di trovare una degna sostituta in memoria di quel piccolo mostriciattolo giapponese. Una brutta botta l’ha costretta a una prigionia forzata dallo sfascia carrozze, fino a dover passare a miglior vita: riposa in pace, cara piccola Yaris, è ora di guardare avanti. Quattro soldi da parte li abbiamo, il mercato è ricco di
offerte e il dilemma risuona forte: anteriore o posteriore? Probabilmente molti di noi si sono
soffermati su questo malsano ragionamento, sognando differenziali tutta la notte: posteriore
criminale o anteriore bello cazzuto? Scartata la trazione tutta dietro, per evitare di finire a far
comunella con la malavita o peggio, puntiamo tutto sull’anteriore.
Poche regole: almeno 180 cavalli, 4 dischi e differenziale; via così.
Il mercato offre poche scelte sul genere e con un budget tra i 4/5K bisogna valutare bene in qualibeghe ci potremmo andare ad imbattere. Qualcosa però sembra attirare la nostra attenzione, una sigla di tre lettere: OPC; sembra ci sia margine qui, andiamo a vedere.
I modelli meno recenti vengono venduti in tempo zero, quindi serve qualcosa di meno popolare, di più ricercato.
Un Sabato d’inverno arriva la giusta offerta. “Ho una Ring edition in vendita, vuoi venire a provarla?”, che fai, ti privi di un’occasione del genere? Ovvio che la voglio provare. Quarantacinque minuti a bordo di una piccola Opel incazzata, verde cavalletta (Grasshopper Green, per far fede alla scheda ufficiale) e un budget ampiamente al di fuori dei limiti imposti dal
portafogli, ma sai che c’è? È talmente bella che te la fermo oggi stesso; la voglio in garage entro primavera, per godermela tutta. Detto, fatto; a Marzo è già nel caldo garage di casa, pronta per farsi le scarpette nuove ed uscire a correre come una matta.
Vediamo di non esagerare, non vogliamo avere problemi mentre ci spariamo i tornanti per salire sù a Cavoretto. Filtro a pannello così respira meglio in altura, intercooler nuovo, downpipe e catalizzatore 200 celle con ovviamente la turbina nuova. Dischi baffati CTF davanti, Mtech posteriori e delle DS3000 dentro le pinze Brembo originali, colleghiamo tutto coi tubi in treccia e anche l’impianto freni è fatto.
Andiamo in strada, che bisogna tarare tutto alla perfezione e mettere in fila i cavalli; conosciamo la persona adatta a questo lavoro. Il ragazzo prepara le Suzuki per il campionato rally, quindi ci saprà pur fare, no?
1.6 bar di picco e costante a 1.4, direi che il turbo gira bene per ora; finiamo le verifiche e andiamo a scaldare l’asfalto.
Sul misto è davvero molto precisa e tutte quelle storie di lavoro su sospensioni e reparto “stabilità” rispetto alle OPC di base erano vere, il valore aggiunto lo sentiamo. Sotto stress scarta di sedere, come le 106 e le Saxo degli amici del quartiere, quel bell’old school non troppo esagerato. Il differenziale ti tira dentro e t’intossica in queste strade tortuose, c’è da godere non poco dietro questo semplice volante. Frena di brutto, ma si riesce a modulare senza problemi, nessuna traccia di fading; ha il tetto alto, quindi beccheggia un po’, ma cosa le
vogliamo chiedere, un assetto da WRC?